Il Bed and breakfast West Coast si trova a Cabras, piccolo paese della costa occidentale della Sardegna, nella penisola del Sinis.

Cabras sorge ai bordi dello stagno di acqua dolce più esteso dell’isola, in cui è possibile osservare diverse specie di uccelli acquatici, tra cui il fenicottero rosa, grazie alle suggestive escursioni di birdwatching organizzate nel territorio.

La penisola del Sinis è un’oasi naturale della Sardegna centro-occidentale che si trova tra la baia di Is Arenas a Nord e il Golfo di Oristano a Sud. Ad ovest della penisola, nel mare, si trovano l’Isola di Mal di Ventre e lo Scoglio del Catalano.
Essa si estende in direzione Nord-Sud da Capo Mannu a Capo san Marco e in direzione ovest-est dal Mare di Sardegna allo Stagno di Cabras.

Capo Mannu, situato nel comune di San Vero Milis, è il promontorio che costituisce il punto di inizio della Penisola del Sinis, esposto a tutti i venti del quadrante occidentale, in particolar modo al maestrale, è una meta ben nota in tutta Europa dagli amanti del surf e del windsurf a partire dagli anni ’80. Da alcuni anni è diventato uno dei punti di riferimento in Italia per il Kitesurf sulle onde e ospita con cadenza annuale il “Capo del Capo”, una competizione surfistica di livello nazionale.

Lungo la costa potrete visitare le splendide spiagge incontaminate, tra cui la località balneare di San Giovanni, antico borgo di pescatori famoso per le caratteristiche capanne costruite con il falasco, pianta tipica delle zone paludose, delle quali ne rimangono alcuni esemplari poco distanti dall’area archeologica di Tharros. All’ingresso del borgo sorge la chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis, risalente al V secolo, anche se gran parte dell’aspetto attuale è dovuto a interventi del IX e X secolo.

Nei pressi di Capo San Marco sorge l’antica città punica di Tharros, uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna. I reperti archeologici sono conservati al Museo archeologico Giovanni Marongiu, a Cabras.

San Salvatore

San Salvatore è un antica borgata di origine medievale, il cui nome deriva dall’omonima chiesa campestre. Essa è caratterizzata da piccole case bianche, dette cumbessias, costruite nel XVII secolo e abitate solo durante la novena, in occasione della festa di San Salvatore, il sabato e la prima domenica del mese di settembre.

Tra gli anni sessanta e settanta il borgo di San Salvatore, per via delle sue caratteristiche che ricordano i paesaggi messicani, è stato la location di diversi film western.

La chiesa è sorta alla fine del XVII secolo nell’area di un santuario pagano di origine nuragica, incentrato sul culto delle acque e ricostruito nel VI secolo come chiesa sotterranea. L’ipogeo, parzialmente scavato nella roccia, è particolarmente interessante in quanto testimonianza di diverse sovrapposizioni religiose: origine nuragica, poi tempio per le divinità romane, ha su di una parete una iscrizione in arabo, un’invocazione ad Allah, probabile resto di qualche assalto da parte di predoni islamici in epoca medioevale.

Sulle pareti si sono conservati numerosi graffiti, tra cui disegni di animali, testimonianze della vita quotidiana dell’epoca romana: scene di un ippodromo, lettere dell’alfabeto greco, forse testimonianze di esercitazioni di scrittura.

Interessanti le scritte arabe che parlano di Allah e Maometto, nonché le numerose raffigurazioni di navi, che gli studiosi ritengono potessero essere dei probabili ex voto. Le lettere latine RVF intrecciate come in un monogramma e ripetute più volte sembrano derivare dalla lingua fenicia e significare “guarire, salvare, dare salute”.